Una voce fuori dal coro, un
punto di vista insolito per raccontare Roma. Negli appunti di viaggio
del grande scrittore francese trovano infatti spazio soprattutto i vizi
della Città Eterna, caotico museo a cielo aperto, in cui convergono alla
rinfusa secoli di storia. Riflessioni al vetriolo anche su Milano,
Firenze, Napoli, in un viaggio che ripercorre le tappe storiche del
Grand Tour seguendo le tracce degli autori prediletti: Stendhal e
Chateaubriand. E tra una divagazione e l’altra, lungo la strada maestra
del turismo tradizionale, Gracq espone la sua personale idea di arte e
bellezza.
"Ho appena scritto una parola ostile su questa città e già sento il bisogno di contraddirmi. Furto per furto, è più piacevole farsi derubare a Roma che altrove."
TRADUZIONE
Paolo Luzi
CON LA COLLABORAZIONE DI
Andrea Vannicelli
PREFAZIONE
Andrea Vannice
L'AUTORE
Julien Gracq (1910-2007) è lo pseudonimo usato da Louis Poirier. Dopo i romanzi Au château d’Argol (1938) e Un beau ténébreux (1945), nel 1951 Gracq rifiuta il Prix Goncourt per Le rivage des Syrtes, rimanendo coerente alla propria critica contro la cultura letteraria contemporanea. La sua opera completa è stata pubblicata da Gallimard nella prestigiosa “Bibliothèque de la Pléiade”.
"Ho appena scritto una parola ostile su questa città e già sento il bisogno di contraddirmi. Furto per furto, è più piacevole farsi derubare a Roma che altrove."
TRADUZIONE
Paolo Luzi
CON LA COLLABORAZIONE DI
Andrea Vannicelli
PREFAZIONE
Andrea Vannice
L'AUTORE
Julien Gracq (1910-2007) è lo pseudonimo usato da Louis Poirier. Dopo i romanzi Au château d’Argol (1938) e Un beau ténébreux (1945), nel 1951 Gracq rifiuta il Prix Goncourt per Le rivage des Syrtes, rimanendo coerente alla propria critica contro la cultura letteraria contemporanea. La sua opera completa è stata pubblicata da Gallimard nella prestigiosa “Bibliothèque de la Pléiade”.