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Uno sguardo critico e ironico su vizi e virtù del Belpaese.
Le riflessioni del grande scrittore francese, recentemente celebrato da Gallimard nella prestigiosa “Bibliothèque De La Pléiade”.
Opera
Una voce fuori dal coro, un punto di vista insolito per raccontare Roma. Negli appunti di viaggio del grande scrittore francese trovano infatti spazio soprattutto i vizi della Città Eterna, caotico museo a cielo aperto, in cui convergono alla rinfusa secoli di storia. Riflessioni al vetriolo anche su Milano, Firenze, Napoli, in un viaggio che ripercorre le tappe storiche del Grand Tour seguendo le tracce degli autori prediletti: Stendhal e Chateaubriand. E tra una divagazione e l’altra, lungo la strada maestra del turismo tradizionale, Gracq espone la sua personale idea di arte e bellezza.
Autore
Julien Gracq (1910-2007) è lo pseudonimo usato da Louis Poirier. Dopo i romanzi Au château d’Argol (1938) e Un beau ténébreux (1945), nel 1951 Gracq rifiuta il Prix Goncourt per Le rivage des Syrtes, rimanendo coerente alla propria critica contro la cultura letteraria contemporanea. La sua opera completa è stata pubblicata da Gallimard nella prestigiosa “Bibliothèque de la Pléiade”.
| “Ben deciso a massacrare i luoghi comuni del turismo culturale con le sue estasi programmate, gracq riesce infine a catturare, una volta distrutte le convenzioni e al termine di un’inchiesta irriverente, la vera magia che si cela nella capitale italiana”. |
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Le Figaro |
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| “Fin dalle prime righe si ritrova un Julien Gracq al vetriolo... e il viaggio comincia!” |
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Laurent Lemire |
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