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Opera
Nel 1848, con la scoperta dei giacimenti nella Sierra Nevada, la febbre dell’oro si propagò attraverso gli Stati Uniti, spingendo a ovest migliaia di persone. Contemporaneo di Mark Twain, nonché suo amico-nemico, Bret Harte fu sicuramente un testimone eccezionale della tumultuosa vita della Frontiera. Con ironia e grande tecnica narrativa, questi racconti western ridipingono i volti e i paesaggi della più grande epopea della storia americana.
Autore
Francis Bret Harte (1836-1902) si trasferisce in California all’età di diciassette anni.Insegnante, minatore, tipografo, corriere, nel 1868 diventa direttore dell’Overland Monthly. Negli anni Sessanta scrive alcuni dei suoi migliori racconti, in cui descrive con toni leggeri la vita del West. Harte ritorna sulla East Coast nel 1871, dove il suo tenore di vita dissoluto e sregolato è ben presto causa della sua rovina economica, aggravata anche da una serie di insuccessi editoriali. Nel 1878 Harte si trasferisce in Europa, dove ha grande successo con i suoi racconti di ambientazione western.
Dal testo
C’era confusione a Roaring Camp.Non poteva trattarsi di una semplice zuffa, poiché nel 1850 non era certo una novità sufficiente a richiamare l’intera colonia. Non solo i fossati e gli appezzamenti di terra erano stati abbandonati, ma anche ‘La drogheria di Tuttle’ partecipava con i suoi giocatori d’azzardo, gente che, si ricorderà, non aveva interrotto le scommesse nemmeno il giorno in cui French Pete e Kanaka Joe si erano uccisi a colpi di rivoltella sfidandosi sul bancone della stanza di fronte.
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